C’è aria di preview…

Preview NBA aria
Copertina di Marco D'Amato

Quest’anno, la componente più scapigliata della redazione ha trovato lo spiraglio per intaccare il contenuto più ordinato e funzionale della stagione: le preview stagionali.

È capitato infatti che alcuni autori ignari abbiano proposto l’ingenua idea di “pensare a qualcosa di nuovo quest’anno” e quindi eccoci qua. Non più un articolo per squadra, ma sei articoli da cinque franchigie ciascuno per offrirvi più facilmente uno sguardo completo sulla Lega.

E come le suddividiamo? Seguendo le divisioni? Certo che no, troppo banale.

Vi presentiamo infatti la prima campagna True Shooting di Dunks&Dribbles, la versione NBA di Dungeons&Dragons, il celebre gioco di ruolo da tavola, di recente reso nuovamente celebre da Stranger Things.

Se la stagione NBA è considerabile una campagna, in cui una squadra affronta battaglie, sfortune e incidenti per conquistare un tesoro preziosissimo, allora le preview sono l’equivalente della scheda personaggio, che delineano le condizioni di partenza.

Ecco quindi che troverete la vostra squadra preferita inserita in un dungeon di partenza, insieme ad altre con cui condivide una caratteristica: oggi è il turno dell’aria (ora avete capito il senso della cover), in cui troverete uccelli, insetti volanti, fenomeni atmosferici e le elevate altitudini delle montagne Nuggets.

Non vi resta che preparare i vostri D20 e la vostra guida (la scheda personaggio del vostro eroe l’abbiamo preparata noi), la Campagna NBA 2022-23 sta per iniziare.

1) Atlanta Hawks

EROE: Trae Young
CLASSE: Ladro
ATTRIBUTI: Forza (5), Destrezza (17), Intelligenza (14), Carisma (16), Costituzione (11), Saggezza (12)
TIRO SALVEZZA: Destrezza
ABILITÀ: Rapidità di mano, Intrattenere, Intuizione

Gli Atlanta Hawks si presentano ai nastri di partenza della stagione 2022/2023 a seguito di una offseason che lascia molto di cui discutere.

Si è parlato per mesi di scambiare Collins, poi rimasto a roster, e gli stessi rumors hanno riguardo anche Capela, rimasto ad Atlanta per mancanza di offerte. Kevin Huerter, idolo dei tifosi dopo le partite sontuose che hanno permesso agli Hawks di eliminare i 76ers durante i playoff 2021, invece, è partito nonostante il rinnovo. Tutto questo per soddisfare il fine ultimo della squadra, ovvero affiancare a Young un secondo All Star: Dejounte Murray.

Se posso essere onesto mi è sembrata un’estate all’insegna del caos, con alcune idee molto confuse e questo, solitamente, non è mai sintomo di grandi risultati nel periodo a venire.

Coach McMillan, confermato alla guida della squadra anche se probabilmente era uno degli elementi che sarebbero dovuti essere messi in dubbio, dovrà risolvere i problemi di continuità che si sono creati lo scorso anno. Dovrà riuscire a confermare la squadra ad alti livelli e dovrà trovare soluzioni tattiche utili alla convivenza di due giocatori ball dominant come Dejounte e Trae.

Perché Dejounte?

A roster negli Hawks c’erano due grandi problemi.

Il primo problema è sicuramente la scarsa capacità di rendersi pericolosi offensivamente quando Trae Young veniva limitato. Lo abbiamo visto in maniera estrema nella serie contro gli Heat.

Essendo Trae un giocatore sottodimensionato, la difesa è facilitata nel compito di marcatura su di lui se i compagni non sono in grado di muoversi e smarcarsi per aiutarlo. Quando il gioco si fa particolarmente fisico, anche se il nostro Davide ha escluso i tentati omicidi di Lowry ai danni di Trae, la stella di Atlanta può soffrire e patire il fatto di non riuscire ad entrare in ritmo.

Un giocatore come Dejounte, in questi casi, potrebbe dare una svolta all’attacco di Atlanta. La difesa dovrebbe preoccuparsi di marcare non uno, ma ben due grandissimi attaccanti in pick&roll, che aiutati da ottimi rollanti come Capela e Collins e un fantastico bloccante come Okongwu possono mettere in crisi qualsiasi difesa.

C’è da sottolineare, però, che Dejounte ha alcune red flag grosse nel suo gioco offensivo. Al di là del tiro da 3 punti che è chiaramente un problema, ma un qualcosa che si sa e che si percepisce subito avendolo visto giocare qualche volta, un aspetto che viene probabilmente troppo poco considerato è la sua scarsa capacità di concludere al ferro. Nell’ultima stagione, con un numero di tentativi paragonabile se non identico a quello di Trae (350 tentativi Trae, 354 Dejounte), ha concluso al ferro con solo il 2% in più rispetto al mattatore del Madison Square Garden.

Sarà sicuramente divertente, però, vedere i lunghi costretti a difendere drop venire a turno attaccati da Trae e Dejounte:

Il secondo problema è la difesa sugli esterni. L’unico difensore sopra la media in squadra era Hunter, ma Hunter è più un giocatore da difesa corale, che legge bene gli aiuti, sa dove posizionarsi e come aiutare la squadra piuttosto che un vero e proprio difensore point of attack.

Dejounte, sotto questo punto di vista, potrebbe davvero aiutare la squadra a fare un salto di qualità. I suoi piedi sono molto veloci e le sue braccia sono infinite. La combinazione fisica perfetta per essere un difensore di livello.

Il problema principale, in questo caso, è la scarsa continuità e attitudine difensiva mostrata troppe volte durante le ultime stagioni agli Spurs. Sarà importante che Dejounte si applichi al 100% nella sua metà del campo quando giocherà i minuti insieme a Trae, magari rilassandosi di più quando dovrà guidare la second unit.

Closing Lineup

G: Trae Young, Dejounte Murray
F: De’Andre Hunter, John Collins (Bogdan Bogdanović)
C: Clint Capela

Pronostici

McMillan lo conosciamo da anni, è un buonissimo allenatore che riesce spesso a tirare fuori il meglio da squadre di media classifica, ma se gli Hawks vogliono puntare in alto, e vogliono farlo con McMillan come guida, dovrà cambiare qualcosa nel gioco che propone.

Si prospetta una stagione complicata ed imprevedibile per una serie di ragioni infinita, sperando che il talento di Trae e Dejounte riesca a trascinare la squadra ad una solida posizione per la qualificazione ai playoff.

Un pronostico? Beh, difficile farlo, come abbiamo detto, ma voglio dare fiducia alla squadra pronosticandola tra il quinto e il sesto posto in regular season. C’è da dire però che con dei Celtics senza Udoka, degli Heat sempre altalenanti in regular, dei Nets pieni di dubbi, dei Raptors molto solidi, ma a cui manca un po’ di talento e una Chicago che dovrà riconfermarsi al livello dello scorso anno in cui DeRozan è stato mattatore assoluto dei quarti quarti delineare una classifica della Eastern Conference è molto complicato.

2) Charlotte Hornets

EROE: LaMelo Ball
CLASSE: Stregone
ATTRIBUTI: Forza (7), Destrezza (17), Intelligenza (10), Carisma (14), Costituzione (12), Saggezza (7)
TIRO SALVEZZA: Destrezza
ABILITÀ: Intrattenere, Intuizione, Acrobazia

Gli Hornets arrivano ai nastri di partenza della stagione 2022-2023 con molte meno certezze rispetto allo scorso anno. Il primo terremoto che ha fatto assestare una squadra che nel 2021-2022 aveva ottenuto un record da 42 vittorie (che da tempo non si vedeva in North Carolina) riguarda il licenziamento di James Borrego dal suo ruolo di capo allenatore e la sua sostituzione con Kenny Atkinson prima e con Steve Clifford poi. Questa sostituzione, non gestita nel migliore dei modi da dirigenza e diretti interessati, ha destabilizzato parecchio una squadra che, pur con le proprie imperfezioni, aveva saputo trovare un buon equilibrio nel finale della passata stagione.

Il secondo elemento destabilizzante per gli Hornets coincide con la diatriba giudiziaria in cui è coinvolto Miles Bridges (accusato di violenza domestica sulla moglie e i figli), il fatto è accaduto a pochi giorni dall’inizio della Free Agency ed è stato la causa principale del quasi totale immobilismo degli Hornets sul mercato estivo.

Per questi due motivi appena citati è molto difficile inquadrare il possibile percorso della franchigia sia a livello tecnico tattico che in termini di possibile risultato finale. Il lavoro di Clifford, già ampiamente apprezzato in quel di Charlotte negli anni passati, ripartirà senza dubbio dalle caratteristiche messe in mostra nella scorsa stagione: ritmo alto e circolazione palla. Chi legge potrà pensare che associare queste due caratteristiche di gioco a una squadra allenata da Clifford possa essere un ossimoro. Difatti, questo head coach cerca sempre di portare nelle sue formazioni un ritmo molto basso per minimizzare al massimo le palle perse. Se aggiungiamo a questa prima sfida la necessità di sistemare la fase difensiva totalmente improvvisata di una squadra con pochi interpreti adatti alla difesa NBA, ecco non invidiamo la posizione del povero Clifford in questo momento.

Sul campo l’assenza di Bridges avrà senza ombra di dubbio un impatto importante in termini di produzione e rotazioni. Si ripartirà quindi dall’estro di LaMelo Ball che, come di consueto, avrà le chiavi della regia e cercherà di orchestrare al meglio l’attacco con il contributo di Rozier e Hayward. Verrà poi promosso nel quintetto titolare PJ Washington come ala grande. Il prodotto di Kentucky, in scadenza, dovrà cercare di alzare l’asticella dopo un secondo e un terzo anno passato in sordina e all’ombra di Miles Bridges. Sarà una grande occasione per PJ Washington, che però dovrà dimostrare di essere migliorato soprattutto in quanto a capacità di attaccare il ferro partendo dal palleggio, caratteristica necessaria per poter aiutare Ball e Rozier nel corso della gara.

Il ruolo di centro sarà inizialmente coperto da Mason Plumlee, bistrattato nel corso della stagione ma solido componente della rotazione. Clifford ha già dato qualche segnale in favore di Nick Richards, al terzo anno con gli Hornets e pronto a mettersi in mostra dietro il veterano. Sarà molto più lungo l’inserimento di Mark Williams, sempre nel ruolo di centro.

Il miglioramento dei giovani

Il punto che fungerà da ago della bilancia per il successo della squadra riguarda il miglioramento dei giovani già presente lo scorso anno nel roster degli Hornets. Borrego era conosciuto per la sua capacità di migliorare i componenti acerbi della propria formazione (Ball, Bridges, Martin…) e con lui era iniziato un nuovo processo di sviluppo con i vari Bouknight, JT Thor, Jones.

La capacità di questi “nuovi” componenti della rotazione di Charlotte deciderà le sorti di una stagione che, come si può capire, parte senza una base solida e necessiterà dell’impegno di tutti per poter ricalcare quantomeno quanto visto lo scorso anno.

Closing Lineup

G: LaMelo Ball, Terry Rozier

F: Gordon Hayward, Pj Washington

C: Mason Plumlee

Pronostici

Dopo anni di mediocrità, pronosticare nuovamente come best case scenario per gli Hornets l’approdo al torneo Play In può suonare come una grande presa in giro. Tuttavia, considerando ciò che abbiamo appena provato a spiegare e i vari punti di domanda che aleggiano sulla franchigia sarebbe un ottimo risultato cercare di galleggiare intorno a un 50% di vittorie in una Eastern Conference che si è nuovamente rinforzata nel corso dell’estate.

Più probabile pensare, invece, che le lacune del roster di Charlotte e le mancanze rispetto alla passata stagione li condannino a una posizione in classifica addirittura uno scalino più in basso rispetto alla tanta agognata “mediocrità”.

3) Denver Nuggets

EROE: Nikola Jokic
CLASSE: Mago
ATTRIBUTI: Forza (13), Destrezza (16), Intelligenza (16), Carisma (12), Costituzione (14), Saggezza (13)
TIRO SALVEZZA: Intelligenza
ABILITÀ: Intrattenere, Persuasione, Intuizione

Nelle fresche vette del Colorado è trascorsa un’estate insolitamente calda per i Nuggets, ricca di mosse di mercato e di movimenti all’interno del front office.

Dopo la partenza in direzione Minneapolis del presidente delle operazioni di basket Tim Connely, è stato Calvin Booth a prendere in mano le redini della franchigia. E non si può certo dire che sia entrato in punta di piedi. Booth ha mantenuto inalterato il core della formazione, eppure sono molte le facce nuove a roster. Nel mentre, diversi veterani della squadra sono stati scambiati o scaricati in free agency senza eccessive remore, Will Barton, Monte Morris e JaMychal Green su tutti.

L’arrivo di pezzi pregiati per contender come Kentavious Caldwell-Pope e Bruce Brown, il rientro delle stelle Jamal Murray e Michael Porter Jr. e la presenza del due volte MVP in carica, hanno apparecchiato tutto per una classica narrativa americana da comeback season, con tifosi e dirigenza che dopo un paio di stagioni di transizione si aspettano grandi risultati. Questo metterà un piccolo mercato come Denver sotto un numero di riflettori decisamente maggiore rispetto al solito.

La valutazione della stagione dipenderà esclusivamente dalla corsa playoff, dove i Nuggets, a meno di nuovi infortuni, si presenteranno tra le più serie pretendenti al titolo.

La difesa ai playoff

I Denver Nuggets hanno registrato la peggiore difesa della Lega nella scorsa post season, attestandosi nelle ultime 5 posizioni tra le 16 partecipanti anche nelle edizioni 2021 e 2020.

Inutile sottolineare quanto ciò sia limitante per una squadra che al contrario, in attacco, si è dimostrata costantemente una delle migliori squadre in circolazione. Dati che rispecchiano pienamente l’identità del leader della squadra Jokic.

Il serbo è uno dei migliori giocatori offensivi della storia del basket, ma la sua mobilità laterale e la sua verticalità lasciano a desiderare. In difesa quindi switching e drop non sono attuabili contro il P&R avversario, mentre i limiti della difesa show tanto utile in regular season sono stati costantemente esposti una volta arrivati ai decisamente più tattici playoff.

Booth ha lavorato duramente sul mercato per provare a coprire le lacune difensive del roster, riuscendo ad arrivare ad un veterano con championship pedigree come KCP via trade ed a un difensore PoA di altissimo livello in Brown in free agency. Questi due giocatori vanno a rimpiazzare nella rotazione due negativi in difesa come il sottodimensionato Morris e un difensore raramente vigile lontano dalla palla come Barton. La differenza nella propria metà campo tra queste due coppie di guardie sarà sicuramente importante. L’ex All-defense DeAndre Jordan invece avrà un ruolo solamente in spogliatoio, con Nnaji pronto a prendere i minuti lasciati vacanti da Cousins.

Anche al draft la direzione intrapresa della dirigenza è stata ben chiara: Christian Braun, Payton Watson e Ismael Kamagate (stashato per un anno a Parigi) sono prospetti primariamente difensivi, che presentano caratteristiche tecniche tali per cui non dovrebbero essere di difficile inserimento anche nella fase offensiva.

Tali innesti gioveranno molto alla versatilità e sull’efficacia difensiva della squadra, difatti con del personale in grado di navigare sui blocchi, la difesa drop dovrebbe essere più efficace rispetto al passato; inoltre lo specialista Aaron Gordon potrà finalmente concentrarsi sulle ali avversarie, senza dover spendersi ulteriormente su guardie iper rapide non pienamente nelle sue corde.

Parlando di potenziali closing lineup solo Jokic e Murray sembrano avere un posto assicurato, con il resto del quintetto molto fluido, da adattare in base alla squadra avversaria.

Ad esempio in un match-up contro Phoenix o Golden State, è probabile che Malone abbia bisogno di una maggiore copertura sulle guardie, di conseguenza Caldwell-Pope e Brown potrebbero condividere il parquet, con uno tra MPJ e Gordon sacrificato in panchina.

Nella maggior parte delle gare però il quintetto titolare Murray- KCP- Porter Jr.-Gordon-Jokic dovrebbe essere il prescelto anche per chiudere le partite, testa di MPJ permettendo.

Al di fuori delle stelle della squadra e della scheggia impazzita Hyland, tutto il resto della rotazione è stato accuratamente selezionato per coprire le mancanze difensive palesate negli ultimi anni. Se questo basterà a tenere una difesa nella media in post season, Denver potrà puntare decisamente in alto.

Closing Lineup

G: Jamal Murray, Kentavious Caldwell-Pope

F: Michael Porter Jr., Aaron Gordon

C: Nikola Jokić

Pronostici

I bookmakers di Vegas hanno fissato l’over/under per i Nuggets a 49.5 vittorie.

La comunità NBA è quasi nella totalità d’accordo sul fatto che questo numero, presupponendo un roster finalmente sano, sia basso. Denver ha raggiunto le 48 vittorie lo scorso anno senza Murray e Porter Jr., in generale con un supporting cast sulla carta inferiore. Una previsione più realistica potrebbe quindi essere intorno alle 55 vittorie.

Il piazzamento in regular season per Denver rimane però secondario: l’obiettivo dichiarato per la squadra è tornare alle Western Conference Finals a tre anni di distanza dal 2020, qualunque risultato diverso sarebbe considerato una delusione a prescindere dal numero di vittorie raccolte.

4) New Orleans Pelicans

EROE: Zion Williamson
CLASSE: Barbaro
ATTRIBUTI: Forza (18), Destrezza (7), Intelligenza (9), Carisma (15), Costituzione (7), Saggezza (4)
ABILITÀ: Intrattenere, Acrobazia, Atletica

Finalmente anche per i Pelicans è arrivato il momento di iniziare una stagione con ottimismo e indirizzati nella giusta direzione. In offseason NOLA ha cambiato pochissimo, il nucleo è praticamente rimasto invariato rispetto allo scorso anno, le uniche aggiunte di rilievo sono Dyson Daniels, scelto con la pick numero 8 al draft, e EJ Liddell, preso con la scelta numero 41.

Dunque si riparte dagli scorsi playoff e l’eliminazione con Phoenix che, nonostante possa non sembrare, per la franchigia della Louisiana è stato un traguardo più che positivo ed un passo in avanti non da poco, soprattutto se consideriamo il passato inizio di stagione da 4 vittorie in 20 gare.

Ma il più grande motivo di ottimismo non può essere altro che il ritorno di Zion Williamson dopo un anno fermo ai box a causa di un infortunio al piede.

Zion e gli infortuni

La stagione di New Orleans gira tutta intorno ad una unica incognita: la salute fisica di Zion. Nonostante l’arrivo di McCollum e la presenza di Ingram, Zion rimane la stella ed il giocatore capace di far fare il salto di qualità alla franchigia e dunque una sua assenza prolungata durante la stagione potrebbe far scivolare NOLA di nuovo in quel limbo di squadre buone per fare i play-in ma che oltre non vanno. Con un Williamson a pieno regime fin da subito, quindi, le cose potrebbero cambiare radicalmente e cercare di mirare a fare i playoff direttamente senza passare dal play-in potrebbe non essere una utopia.

Zion ha lavorato duramente questa estate con il coach Jasper Bibbs proprio per tornare alla miglior condizione possibile e, a quanto pare, sembra esserci riuscito pienamente.

Uno dei grandi interrogativi che coach Green dovrà affrontare nel corso della stagione sarà quello di chi far giocare vicino a Zion nei minuti finali ottenendo la massima resa possibile.

Partiamo dalle certezze, ovvero Brandon Ingram e CJ McCollum, due giocatori che anche solo per status non possono venire esclusi dalla closing lineup. Rimangono quindi due slot vuoti e qui per Green la faccenda inizia a farsi un po’ più dura.

Onde evitare blowout difensivi clamorosi, Willie Green sarà costretto ad includere nel quintetto almeno un giocatore capace di essere determinante nella propria metà campo, anche a costo di sacrificare qualcosa offensivamente. Viene dunque spontaneo pensare che il quarto giocatore da inserire nella closing lineup non sia altro che Herbert Jones. L’ex giocatore di Alabama ha disputato una seconda parte di stagione incredibile in difesa marcando molto spesso il miglior esterno avversario.

Nella clip seguente possiamo vedere Jones all’opera contro Phoenix, prima si francobolla a Booker impedendogli una facile penetrazione sul centro, poi cambia su Cam Johnson costringendolo ad un pessimo tiro allo scadere dei 24 secondi.

Per quanto riguarda l’ultimo spot nella closing lineup la scelta più logica è quella di schierare Larry Nance Jr da centro: giocatore duttile in difesa e che soprattutto non ha non bisogno della palla costantemente tra le mani per essere incisivo in attacco, insomma come Jones dovrà fare da collante per equilibrare il quintetto finale.

Jonas Valančiūnas e Devonte’ Graham esclusi dal quintetto finale per motivi simili: entrambi difensivamente non possono coprire rispettivamente i vari Zion e McCollum ed in attacco hanno bisogno di più possessi per essere incisivi rispetto a Nance e Jones.

Closing Lineup

G: CJ McCollum, Brandon Ingram

F: Herbert Jones, Zion Williamson

C: Larry Nance Jr

Pronostici

Dopo la stagione della verità si passa a quella della conferma. L’aspirazione di quest’anno è quella di riconfermare quanto di buono fatto vedere nella seconda metà della passata stagione, farlo diventare una costante e migliorarlo, il tutto con uno Zion in più e disponibile fin dall’inizio. Dunque da NOLA ci si aspetta come minimo un piazzamento al 7°/8° posto della Western Conference con conseguente partecipazione alla post-season.

5) Oklahoma City Thunder

EROE: Shai Gilgeous-Alexander
CLASSE: Warlock
ATTRIBUTI: Forza (8), Destrezza (15), Intelligenza (11), Carisma (16), Costituzione (13), Saggezza (9)
ABILITÀ: Acrobazia, Stealth, Persuasione

I Thunder si presentano a inizio stagione con la grossa mancanza di Chet Holmgren, infortunatosi in una partita d’allenamento estiva del circuito pro-Am. Per questo motivo, l’entusiasmo per una svolta nella ricostruzione sembra essere un po’ scemato. L’ipotesi remota di play-in pare quindi scongiurata ancor prima di mettere piede in campo, con OKC che secondo tutte le previsioni sarà agli ultimi posti ad Ovest per un altro anno, e con i più maliziosi che pensano che questo rebuilding di Presti non finirà mai. In realtà occorrerebbe ricordare che i Thunder stanno ricostruendo solamente da due anni, e quella gara 7 contro Houston nella bolla non è poi così lontana.

La convivenza tra Shai e Giddey

Nonostante Mark Daigneault abbia fatto un lavoro eccezionale nella creazione di un sistema difensivo che ha anche sfiorato la top 10 durante la stagione, i problemi di OKC sono in attacco. I Thunder tirano malissimo dall’arco, 32.3% la scorsa stagione, e hanno avuto il secondo peggior attacco della lega. Il motivo è semplice: non esisteva a roster un tiratore d’élite esclusi Tre Mann e Muscala, e questo ha limitato lo spazio creativo di Josh Giddey e Shai Gilgeous-Alexander, al loro meglio quando possono attaccare il ferro e mettere entrambi i piedi in area.

Shai è maggiormente uno scorer, Giddey un creatore eccezionale in quelle situazioni, ma il punto è che alle difese avversarie spesso è bastato scommettere sulle percentuali dei loro compagni per limitare i danni. E sappiamo bene che Giddey non è un buon tiratore, cosa che ne ha limitato l’efficacia lontano dalla palla nei minuti insieme a SGA. Lo stesso Gilgeous-Alexander deve imparare a giocare maggiormente off ball quando l’australiano gestisce l’attacco, anche per riuscire ad avere lo spazio per tiri da tre punti più comodi e ad alta percentuale.

La questione del tiro di Giddey non sarà risolta nell’arco di un’estate, ma l’acquisizione come assistant coach di Chip Engelland, ex shooting coach degli Spurs negli ultimi 17 anni, sicuramente contribuirà a migliorare le spaziature di OKC. Se SGA e Giddey riusciranno a coesistere armonicamente come Giddey ha dimostrato di saper fare con Tre Mann, il giocatore a roster con caratteristiche più simili a Shai, allora con Robinson-Earl o Muscala da centro, Jalen Williams e uno tra Dort, Wiggins e Kenny Hustle i Thunder potrebbero anche regalarci qualche minuto di attacco di qualità.

Ma come chiuderanno le partite i Thunder? I giocatori sicuri del posto da titolari sono di certo Shai Gilgeous-Alexander, Lu Dort e Josh Giddey, mentre per lo spot da centro la competizione sarà verosimilmente tra Mike Muscala e Jeremiah Robinson-Earl, col giocatore al secondo anno certamente favorito. Quanto all’ultimo spot se la giocheranno Kenrich Williams, ala solidissima in difesa e competente in attacco, il rookie Jalen Williams, scelto alla 12 e prototipo dell’ala dribble, pass, shoot che sta iniziando ad andare di moda nel draft, con Bazley e Pokuševski che partono più indietro nelle gerarchie, e Jaylin Williams che almeno inizialmente starà in G League.

La closing lineup verosimilmente sarà la stessa, forse con Muscala su JRE, per garantire maggiori spaziature, ma occhio ai progressi di Aaron Wiggins, che è un tiratore migliore di Luguentz Dort e potrebbe sostituirlo in alcune situazioni tattiche, e soprattutto a Ousmane Dieng. Il francese è ancora molto acerbo e lo vedremo soprattutto in G League, ma sa portare il pallone, è alto quasi sette piedi e molto competente in difesa, cosa che potrebbe spingere Mark Daigneault a provare un quintetto iper-moderno in alcuni contesti. Con Ousmane da 5, Shai, Jalen e Kenrich Williams e Josh Giddey i Thunder potrebbero schierare uno dei quintetti più innovativi della pallacanestro moderna per alcuni minuti e farci divertire.

Closing Lineup

G: Shai Gilgeous-Alexander, Lu Dort

F: Josh Giddey, Kenrich Williams

C: Jeremiah Robinson-Earl (Mike Muscala)

Pronostici

A dispetto di tutte le previsioni, OKC non è la peggior squadra della lega, né la peggiore ad Ovest, dove gli Spurs e Houston partono un gradino indietro. Ogni anno a Ovest una squadra finisce col collassare, e sembra che prima dell’inizio stagione sia toccata agli Utah Jazz, che hanno smantellato il loro core. OKC potrebbe arrivare davanti a queste tre squadre, mentre la rincorsa ai play-in pare molto improbabile. Quanto a Est, Detroit e Orlando si sono rinforzate e Indiana non si è ancora decisa a smantellare totalmente la squadra, quindi è possibile che un paio di queste tre squadre possano avere un record migliore dei Thunder, che credo saranno nella bottom 5 a sperare in un altro colpo di fortuna al draft. L’impressione è però che questo sarà l’ultimo anno in cui OKC è tagliata fuori dalla corsa quantomeno per i play-in

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Matteo Berta
Matteo, studente di ingegneria informatica a Torino. Si è innamorato dei Clippers nello stesso modo di tanti altri, vedere Chris Paul che alza il pallone a Blake Griffin a 12 anni era uno spettacolo. Crescendo si è innamorato di Trae Young e delle prospettive di questi Atlanta Hawks.
Alessandro Benassuti
Alessandro, studente di economia e pallanuotista, nel tempo libero finge di capire qualcosa di basket. La sua passione sono gli small market, in particolare Oklahoma City e Denver per le quali tifa al di là del risultato. Si vanta di essere il miglior cuoco della redazione di True Shooting.
Filippo Barresi
Calciofilo prestato alla NBA, tifoso degli Charlotte Hornets e della Sampdoria. Studente di Marketing all'Università di Torino, classe 1998. Molto probabilmente non vedrà un successo sportivo nell'arco della sua vita.
Andrea Poggi
24 anni, istruttore di minibasket e appassionato di fotografia. Tifoso Lakers dalla nascita per fare un torto al padre tifoso Celtics, segue anche i Pelicans a causa di Lonzo Ball.
Francesco Contran
Praticante e grande appassionato di atletica, si è avvicinato al basket per caso, stregato da Kevin Durant e dai Thunder. Non avendo mai giocato è la dimostrazione vivente che per far finta di capire qualcosa non serve aver praticato questo sport.